La scelta di Fondazione CAB

LA SCELTA DELLA FONDAZIONE CAB
A FAVORE DEL RECUPERO DELLA CHIESA
DI SANTA MARIA DELLA CARITA’

 

L’impegno della Fondazione CAB a favore del “fare” cultura è stato costantemente caratterizzato da un’intensa attività condotta a livelli di eccellenza, in efficace partnership con le istituzioni pubbliche, in primis il Comune di Brescia, per il bene della città e del suo territorio.      Ne è stata fatta doverosa memoria, in occasione delle recenti celebrazioni pubbliche del venticinquesimo, non tanto per evidenziare i propri trascorsi, i cui frutti continuano peraltro a riversarsi sulla collettività, quanto per ribadire con forza le ragioni della continuità di un servizio.

La straordinaria comunione d’intenti istituzionale, resa nell’avvenuto recupero e pieno successivo utilizzo del complesso di Santa Giulia – Museo della Città, con centinaia di migliaia di visitatori all’anno durante il ciclo pluriennale delle Grandi Mostre (iniziativa riconosciuta negli scorsi anni col primo premio nazionale di Federculture per l’efficacia della partecipazione tra pubblico e privato), testimonia della bontà di un’esperienza che si intende, oggi, proseguire sempre nel costante interesse per l’arte e la salvaguardia, la valorizzazione dei principali luoghi simbolo in cui essa meglio si esprime nella nostra città, oltre che per gli interessi economici (turismo culturale) della nostra città.

Il centro storico di Brescia, sempre più visitato ed apprezzato da numeri crescenti di turisti, è uno scrigno di tesori artistici di vario genere e fattura, laici e religiosi, tra i quali è necessario procedere operando delle inevitabili scelte.

Dopo un’attenta analisi delle evidenze presenti, del loro rilievo e dello stato in cui attualmente versano, la Fondazione, fedele alla propria mission, ha rivolto le proprie attenzioni alla chiesa di Santa Maria della Carità, già nota come Buon Pastore.

Plurime le ragioni alla base della scelta di provvedere al recupero, architettonico e funzionale di questo edificio, nello stile “protagonista” della Fondazione CAB.  Infatti per il progressivo abbandono, dopo il trasferimento delle suore dell’annesso ex-monastero del Buon Pastore,  l’edificio si trova in condizioni di estrema precarietà.      Per tale stato (infiltrazioni d’acqua, cedimento delle travi, profonde crepe nella volta) si rischia il crollo del tetto, con danni potenziali irreversibili all’intera struttura.

La chiesa, in sintesi:

  • è un luogo simbolo della storia di Brescia, costruito assieme agli annessi fabbricati per ospitare le donne bresciane più bisognose, vittime della soldataglia, dopo il Sacco di Brescia (Gastone de Fois, 1512).     La chiesa originaria fu poi rifatta negli anni 1640 ed impreziosita con legni intarsiati, stucchi ed affreschi, marmi policromi, fino alla conformazione attuale;
  • fa parte del complesso di chiese appartenenti alla giurisdizione della Cattedrale di Brescia, che rappresentano una ricchezza artistica di notevole ragguaglio, ma anche una difficoltà di gestione e cura altrettanto impegnativa.  Ne consegue che l’Ente proprietario non può avere la possibilità di provvedere autonomamente alle straordinarie manutenzioni oggi indilazionabili;
  • è uno dei monumenti artistici più importanti della città; esempio integro dell’architettura barocca del XVII secolo, dalla caratteristica pianta ottagonale.    Al suo interno, oltre la riproduzione della Santa Casa di Loreto, vi sono numerose opere d’arte ed un pavimento di marmi policromi, unico per pregio e fattura;
  • è ubicata nel centro storico, all’incrocio tra via Musei e via Gabriele Rosa, con l’ingresso posto lungo il percorso dei turisti che visitano Santa Giulia e le principali piazze cittadine.

Ne è conseguita un’assunzione di responsabilità, da parte della Fondazione CAB, che porterà la storica chiesa, in due fasi, a recuperare la propria funzione e quindi l’insostituibile prerogativa religioso – devozionale del monumento e, nel contempo, il proprio perduto splendore artistico.
Il primo intervento riguarda il tetto, il consolidamento strutturale della cupola, che versava in condizioni di grave precarietà, la facciata e le altre pareti della chiesa, con gli altri elementi esterni dell’edificio (statue, pinnacoli, campanile).
A seguire sarà recuperato l’interno dell’edificio, con tutte le opere che contiene, religiose, artistiche e di civile abitazione annesse.     Il termine dei lavori è previsto per la fine dell’anno 2012.
La Fondazione CAB agisce da capofila come finanziatrice dell’esecuzione dell’intera opera, ma non ne sarà la protagonista unica, quanto piuttosto l’ispiratrice e la coordinatrice, perché, a differenza di alcuni strategici interventi realizzati per la città negli anni passati (ad es. Santa Giulia), la Fondazione CAB intende essere oggi attenta sollecitatrice della partecipazione dei cittadini al progetto, perché sia sostenuto concretamente, con emozione e con entusiasmo, dai bresciani.
A tale riguardo la Fondazione CAB opera d’intesa con l’ “Associazione Amici della chiesa di Santa Maria della Carità Onlus”, presieduta da notaio Franco Bossoni ed appositamente costituita allo scopo di contribuire alla raccolta di fondi per il restauro della chiesa.

 
All'iniziativa partecipano:

Fondazione Comunità Bresciana

Fondazione Cariplo

Fondazione ASM

Fondazione Banca San Paolo

Banco di Brescia

Intesa Sanpaolo

Giornale di Brescia

Contessi Communication

Max Marketing

Accademia Laba

Accademia Santa Giulia

SANTA MARIA DELLA CARITA’
Una chiesa per la città,
la città per una chiesa.