Cronologia dei principali interventi

Dalle fonti documentali non emerge con chiarezza la conferma della paternità della fabbrica, attribuita all’architetto Agostino Avanzo. Risultano infatti contestualmente presenti ed attivi altri soggetti, anch’essi architetti ed imprenditori edili, quali i fratelli Carlo e Giovanni Carra, oltre a Giulio Todeschini.

 
 
 
 
 
1585:  A dirigere i lavori per il campanile e per il parlatorio della chiesa, ad esempio, è chiamato Giulio Todeschini, architetto della città, che assume anche il ruolo di imprenditore
 
1655: da fonti documentali risultano concluse la costruzione della chiesa e della piccola cappella lauretana.   Beneficiario degli ultimi pagamenti non è l’architetto Avanzo, ma i fratelli Carra.     Agostino Avanzo, assieme ad Ottavio Amigoni, ha nel frattempo terminato di dipingere il cornicione ed il fregio della chiesa
 
1656: Antonio Montanino, per tre volte, propone modelli di realizzazione della statua della Madonna di Loreto che non incontrano però il necessario favore ed alla fine, dell’opera, viene incaricato Carlo Carra.     Montanino continua ad occuparsi dell’armadio della Santa Casa, di un paio di candelieri in legno e di altri interventi interni
 
1662: Ludovico Rosa affida a Giacomo e Pompeo Solari il rivestimento marmoreo della cappella lauretana
 
1685: si avvia la fabbrica dell’altar maggiore, affidato a Domenico Corbarelli, artista di provenienza fiorentina, valido rappresentante del gusto e delle tecniche artistiche della propria terra di origine
 
1726: è la volta dei principali stucchi e decori interni, a partire dalla realizzazione delle cornici sopra le quattro porte  interne della chiesa, per alloggiarvi gli ovali coi quattro Evangelisti, che si devono ai pennelli di: Bocchi, Avogadro, Tortelli e Paglia
 
1733: si dà mano alle due facciate esterne della cappella lauretana ed al loro rivestimento ligneo, ad opera di Domenico Minossi, dai campi decorati dalla pittura di Bernardino Bono, autore delle tre mezzelune con l’Annunciazione, Presentazione e Visitazione della Vergine
 
1737: il Bono dipinge i sei monocromi che decorano i fianchi della cappella lauretana, con la Natività di Maria, lo Sposalizio e con figure di Profeti e di Sibille
 
1744: conclusione primi due affreschi, dell’ordine superiore, a cura di Enrico Albricci
 
1745: realizzazione della statua del Ferretti, dell’Angelo con la Santa Casa
 
1746: termine degli altri due affreschi dell’Albricci.  Conclusione della statua dell’Angelo col giglio, di Alessandro Callegari 
 
1750: si dà il via, nella chiesa, al motivo fondamentale che la rende preziosa, costituito dai magnifici pavimenti marmorei.   Sono una realizzazione unica in Brescia, nella raffinatezza dei disegni e nella preziosità delle tinte accostate.    Il disegno per il grande pavimento, e per quelli precedenti per gli altari laterali della Maddalena e di Sant’Antonio, è opera di Agostino Magi, Capo Maestro di Tagliapietra. Si interviene anche sulla balaustra dell’altar maggiore, sostituendo il manufatto di ferro battuto con l’attuale di marmo, opera dei fratelli Soiaroli di Rezzato
 
1756: l’artista veronese Diomiro Cignaroli realizza le due statue di marmo rappresentanti l’Umiltà e la Purità 
 
1757: l’intagliatore Pietro Benoni scolpisce le due statue in legno, che decorano la cimasa della fronte della cappella lauretana, dedicate alla Misericordia ed alla Modestia.